giovedì 2 luglio 2015

EXPO 2015 e dintorni (prima parte)


E' difficile scrivere di una manifestazione così importante di cui si è detto di tutto e di più, così proverò a dare le mie impressioni in base all'esperienza vissuta.
Premetto che siamo stati all'EXPO durante il ponte del 2 Giugno, quindi il 30 Maggio ed il 1° Giugno. Abbiamo comprato il biglietto per la visita di due giorni consecutivi che consente un po' di risparmio, unito all'acquisto avvenuto prima dell'apertura della manifestazione (ora i prezzi sono leggermente più alti).
Dopo aver prenotato anche i biglietti del treno, la cosa più difficile è stata trovare un hotel a prezzi umani. Sì, perché quelli testati in precedenza durante altre visite a Milano avevano raddoppiato se non triplicato i prezzi rispetto a quelli soliti praticati. Così ci siamo "rifugiati" su questo, leggermente fuori, ma con la fermata della metro a due minuti a piedi, peraltro sulla linea rossa, quella che porta proprio all'EXPO. Scelta perfetta. Camera un po' old stile, colazione varia ed abbondante, nella media.
Arrivati a Milano la sera prima (30 Maggio), ci ricongiungiamo con Flavia e Paolo e  Mapi, con cui condivideremo questa esperienza, per la cena presso un ristorante dove volevamo andare da tempo, al Pont de ferr in zona navigli. Da poco lo chef Vittorio Fusari ha preso il posto di Matias Perdomo e quindi il menu è un po' cambiato, anche se è stato mantenuto un menu tradizione con le ricette storiche del locale.
I piatti sono sorprendenti, per preparazione e bontà, il personale cordiale ed attento. Se volete bere qualcosa di buono, preparatevi a sborsare qualcosina in più. Ne usciamo sicuramente contenti e soddisfatti.
Il giorno seguente, dopo colazione, cerchiamo di arrivare per l'apertura (le 10) all'EXPO. Scendiamo alla fermata Rho Fiera e da qui ci rechiamo ad uno dei varchi d'accesso (una decina di minuti a piedi). Prima amara sorpresa è la fila di 45 minuti per entrare. Un po' troppo considerata la quantità di gente che ci si aspetta in queste manifestazioni, soprattutto in giorni di festa e nei ponti. Non è un buon inizio.
Finalmente entrati, cerchiamo un attimo di orientarci, siamo all'inizio del decumano, questo grande stradone principale ai cui lati sono ubicati i padiglioni dei vari Stati ed i cluster, per una lunghezza di poco meno di un km e mezzo.
Iniziamo ad entrare nei primi padiglioni, Repubblica ceca, per esempio e restiamo colpiti per la pochezza dei contenuti. Ci spostiamo verso il Belgio, ma è chiuso per un'ora. Sì, succede anche questo quando ci sono degli eventi o visite riservate.
Così proseguiamo verso altri padiglioni. La Corea ci piace, è organizzato bene, ci sono delle belle installazioni all'interno, siamo fiduciosi per il continuo della visita. C'è anche un piccolo shop all'uscita ed un punto ristoro dove assaggiare dei piatti coreani. Un po' approssimativo il cartello indicante i piatti, come i discutibili "involtini di coreani" e cose del genere.
Del Brasile quello che attira di più è una reta sospesa da terra su cui si cammina, veramente tipo luna park. Fila infinita anche per questo e poco di interessante all'interno.
I padiglioni dall'esterno sono anche belli, come quello del Vietnam per esempio, ma anche questo un po' povero di contenuti viste le piccole bancarelle dove vengono venduti capi di abbigliamento di dubbia qualità.

padiglione zero


Repubblica ceca
Brasile




Angola

Vietnam


Corea





Moldavia



Bielorussia

Malesia




Thailandia


Cina


Emirati arabi




Israele



Di cibo, che sarebbe il tema della manifestazione, ci sembra che se ne parli davvero poco, se non per niente. L'unico che vediamo è quello sistemato su grandi bancarelle lungo il decumano, finto.
C'è tanta gente in giro, ma mai ci saremmo aspettati che per entrare in alcuni padiglioni avremmo dovuto fare file di 1, 2 o più ore. Probabilmente, anche dietro suggerimento di chi già ci è stato, si sa che i padiglioni più belli sono Italia, Giappone ed Emirati Arabi e qui ci sono delle file infinite che scoraggiano sinceramente anche dal mettersi semplicemente in coda.
Credo che una fiera che viene visitata da gente di tutto il mondo dovrebbe essere impostata diversamente. Sicuramente questi padiglioni si saranno anche impegnati per fare un buon lavoro, ma vista la quantità di gente presente, non si può pensare di strutturare il padiglione in questo modo. Si può anche mettere in conto una breve attesa, ma non di più. Avranno anche fatto un buon lavoro, ma quante persone poi l'avranno visto? A quante persone è arrivato il messaggio? Una piccola percentuale rispetto al numero dei presenti. Certo, le giornate saranno anche particolari, forse in altri fine settimana o durante la settimana non sarà così, però chi è stato in quei giorni non avrà un bel ricordo, essendosi perso il meglio o tutto il resto per essersi fatto quelle file.








Food truck

Alitalia Etihad


Giappone











Russia


Ma quello che colpisce di più, negativamente, è che di cibo se ne parla davvero poco. Si esce dall'EXPO senza nessun messaggio arrivato. Sembra un grande contenitore, con tanti piccoli contenitori, ma pressoché vuoti e privi di contenuto. Davvero pochi i Paesi da cui si esce con qualcosa. Tra quelli che ci sono piaciuti, sicuramente il Cile. Cavoli, questa è una manifestazione dove arriva gente da tutto il mondo, è il Paese in esposizione, una vetrina enorme. E così, durante la fila per entrare è possibile vedere un video con le bellezze dei paesaggi del Cile che fan venire voglia di partire immediatamente e con i prodotti della terra che qui vi si producono. I video all'interno del padiglione anche sono ben fatti e coinvolgenti, forse quello principale un po' lungo verso la fine. Buono anche il ristorante dove è possibile degustare qualche piatto tipico e del buon vino.
Interessante anche il padiglione di Israele che è impostato in maniera simile, facendo vedere come sono stati risolti i problemi per utilizzare terra che altrimenti difficilmente sarebbe stata coltivabile ed invitando nello stesso tempo le persone a visitare il Paese.











Germania




Padiglione Italia


L'albero della vita

                        


D'effetto anche l'installazione interna della Russia.
Simpatico anche l'Iran, che si può attraversare passeggiando e fermandosi a studiare ciò che più interessa, alla fine c'è anche un ristorante ed un piccolo shop con dei prodotti loro.
Altri Paesi, non pervenuti. Penso alla Moldavia, con 3 schermi con dei filmati all'interno.
Per chi è appassionato di voli, consiglio di prenotarsi on line uno dei due simulatori di volo nel padiglione Alitalia-Etihad.
Bello invece quello dell'UK, dedicato alle api. C'è una bella costruzione tipo alveare che dà la sensazione di stare veramente all'interno dello stesso e sottolineando l'importanza delle api.
Interessante anche quello della Francia che ha puntato sulle specialità alimentari che la rendono famosa in tutto il mondo, utilizzandole per abbellire il padiglione e per vendere qualcosa all'esterno.
Simpatici i food truck in giro per la fiera, anche se alcuni non proprio rappresentativi.
Irlanda


Diciamolo, chi ha avuto modo di visitare questi Paesi o di provare i cibi tipici, non trova quella atmosfera, né quei sapori. Non si ha neanche la sensazione di "viaggiare" da un Paese all'altro. Sembra quasi di stare all'interno di un parco giochi, dove non si riesce nemmeno a divertirsi.
E pensare di dover tornare anche l'indomani non è il massimo. Sembrano quasi soldi e tempo buttato, ma tant'è.
Un po' deludente anche lo spettacolo all'albero della vita. Nemmeno 5 minuti, una volta all'ora.
Più lungo e bello quello delle 22, mi hanno detto, ma non l'ho visto.
Ci rifacciamo con la cena da Ratanà, alle spalle di piazza Gae Aulenti che mi aveva fatto conoscere Tery. Una conferma, bella atmosfera ed ottima cena.






A presto per la seconda parte.
Fabio