giovedì 3 aprile 2014

Yo-yo all'amarena di Omar Busi


Ormai avrete cominciato a conoscere il mio carattere ed avrete capito che sono un'ottimista di quelle che per quanto tutto sia nero, riescono sempre a vedere il bicchiere mezzo pieno. Forse proprio a causa del mio ottimismo, sono un'inguaribile romantica e credo profondamente nell'amicizia.
Ho più volte parlato di tutte le amiche che ho trovato sul web, ma raramente parlo delle amiche che ho nella mia vita reale. Questo dovuto principalmente a due motivi: il primo è che le amiche nella vita reale sono poche. Sono molto selettiva, proprio perché per me quando si è amico di qualcuno, si deve instaurare un legame molto forte, si diventa come delle sorelle e ciò perché accada, ha bisogno di tempo, di conoscenza, ma soprattutto di fiducia. Mi rendo conto che il discorso che faccio non sembra proprio di una persona con un ottimismo innato, ma il perché è spiegato dal secondo motivo, cioè che nella mia vita, ho avuto due batoste da due amiche o, per meglio dire, da persone che consideravo vere amiche, ma che in realtà non si sono dimostrate tali e vi assicuro che quando un'amicizia finisce, si può soffrire allo stesso modo di quando finisce un amore. In ogni caso credo che anche le mie due amicizie finite siano servite a qualcosa, soprattuttoa a farmi crescere. Purtroppo però mi hanno lasciato una cicatrice e così, prima di stringere un'amicizia profonda, ci vado con i piedi di piombo.


Per fortuna, oltre alle mie carissime amiche della blogosfera, ho incontrato altre amiche "reali", una con cui ormai sono amica da anni e, seppure non ci sentiamo spessissimo, ci unisce un legame di profondo affetto.
L'altra invece, un'amicizia più recente, ma più assidua, con cui condivido la mia passione per la pasticceria e chissà se un domani, magari quando andrò in pensione, da questa passione comune non possa nascere una collaborazione.
Soprattutto guardando questa mia nuova amica, vedo come un'amicizia, se fondata su solide basi, può durare per sempre. Infatti il suo gruppo di amici si può tranquillamente definire storico, formato da compagni di scuola e da amici dei tempi del liceo, ed è veramente bello vederli così uniti ed affiatati ed ancora di più, come i componenti di un'unica famiglia.
Recentemente abbiamo iniziato anche Fabio ed io a frequentarli e devo ringraziarli, perchè ci hanno accolti a braccia aperte, come se fossimo anche noi amici di vecchia data.
Lo scorso week-end abbiamo fatto tutti insieme una gita fuori porta nella zona di Genzano/Ariccia ed  ho pensato di preparare dei biscotti di uno dei miei maestri pasticceri preferito, Omar Busi, per allietare la trasferta e, perchè no, per ringraziarli a modo mio della loro amicizia.
La ricetta originale prevedeva che il cioccolato avesse un sapore di arancia grazie alla buccia di arancia candita, ma io ho preferito sostituirla con lo stesso peso di amarene sciroppate frullate.


Yo-yo alle amarene

Ingredienti:
Per l'impasto:
140 g di gherigli di noci
210 g di zucchero
55 g di farina d media forza (11% di proteine)
160 g di albumi
granella di zucchero

Per la ganache all'arancia
0,5 dl di latte
60 g di pralinato alle mandorle (ottenuto frullando nel robot da cucina 60 g di mandorle pralinate, fino ad ottenere una crema)
110 g di miele millefiori
40 g di amarene sciroppate sgocciolate bene
200 g di cioccolato fondente 64%


Nel tritatutto tritare finemente la noci con 70 g di zucchero, poi setacciate tutto insieme alla farina.
Nell'impastatrice con braccio a frusta montare gli albumi a neve con lo zucchero rimanente e, una volta ottenuta una schiuma bianca e consistente, togliere la bacinella dalla macchina e unire a pioggia le polveri, amalgamando con una spatola fino ad ottenere un composto omogeneo. Insere il composto nella sac à poche con bocchetta liscia e modellare dei bottoncini semisferici su una teglia foderata con un foglio di carta da forno. Spolverizzare la superficie con la granella di zucchero e cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 8 minuti.
Per la ganache all'amarena: con il tritatutto ridurre a una poltiglia le amarene sciroppate. In una casseruola portare ad ebollizione il latte con il miele.
Nel frattempo tritare grossolanamente il cioccolato e raccoglierlo in una ciotola con il pralinato alle mandorle.
Non appena il latte raggiunge l'ebollizione, versarlo sul cioccolato e mescolare energicamente con una frusta fino ad ottenere un'emulsione brillante ed elastica.
Aggiungere le amarene e mescolare per amalgamare il tutto.
Coprire con un foglio di pellicola e mettere in frigorifero a raffreddare prima dell'utilizzo.
Riempire una sac à poche con bocchetta a stella con la ganache all'amarena e distribuirla sulla parte piatta di metà dei biscotti.
Accoppiare quindi un biscotto farcito con uno vuoto, esercitando una leggera pressione per farli aderire bene alla crema.



I miei nuovi amici hanno gradito, spero possiate gradirli anche voi.

Con questa ricetta partecipiamo al contest indetto da Miel e ricotta e da La bottega delle dolci tradizioni.

http://peronisnc.it/index.php?fc=module&module=psblog&controller=posts&post=54

Anna Luisa








lunedì 31 marzo 2014

Festival della cucina mediterranea con Costa Crociere: noi ci saremo!


Alcuni di voi, sicuramente i più attenti, avranno di sicuro notato il bannerino che da qualche giorno abbiamo nella nostra barra laterale. Sì, perché siamo stati scelti da Costa Crociere come food blogger che prenderanno parte ad una delle crociere Costa neo Collection dedicate all'arte del mangiare e del bere bene. Sì, avete capito bene, una crociera enogastronomica alla scoperta non solo di splendidi luoghi, ma anche di ottimo cibo e ottimi vini. La nave che ci ospiterà per qualche giorno, che diventerà un po' la nostra casa, ma anche il nostro ristorante è la Costa neo Riviera. Insomma, niente di meglio per noi che abbiamo dedicato il nostro blog proprio a queste due passioni, i viaggi, alla scoperta di nuovi posti ed il buon cibo, per (ri)scoprire i nostri sapori.
Cosa hanno di particolare queste crociere? Innanzitutto toccano luoghi inediti, dichiarati patrimonio dall'UNESCO. Orari flessibili per i pasti, in maniera da vivere in pieno relax anche questo momento. E l'assistenza del concierge a bordo e del tour expert.
Nell'ambito di queste crociere si svolgerà il Festival della cucina mediterranea, precisamente dall'11 Aprile al 30 Maggio 2014. Ovviamente queste scoperte enogastronomiche sarà possibile farle non solo sulla nave, ma anche a terra. Inoltre c'è la comodità di potersi imbarcare da Porto Empedocle, da Salerno, da Livorno o da Savona.



Il programma del Festival del gusto prevede:

- laboratori didattici e degustazioni su:
I vini del mare, vini tipici delle isole e delle coste del Mediterraneo;
Oli extravergine di oliva dalla Liguria, Toscana, Campania, Sicilia e Spagna;
Sott'oli e sott'aceti di verdure tipiche delle coltivazioni mediterranee;
Dolci tradizionali delle coste e delle isole mediterranee;
I laboratori saranno per gruppi di 50 persone prenotabili a bordo;
Ai partecipanti verranno fornite dispense didattiche di Slow Food editore;

- Conferenza su :
La storia e le forme della Pasta - Tradizioni e origini delle sue varietà di forme e perchè ancora oggi è un piatto tanto amato;
La partecipazione è libera.

- Dimostrazione di cucina tradizionale
Durante lo scalo a Salerno cuoche della Costiera Amalfitana insegneranno come impastare a mano i famosi fusilli fatti in casa.

- Cene con specialità mediterranee
In ristoranti selezionati di Barcellona e Salerno sarà possibile cenare a base di tipici menu mediterranei.
L'escursione è a pagamento, i posti sono limitati

- Seminari con food blogger - Il piacere della tavola dalla nave alla rete!
I migliori food blogger saliranno a bordo per condividere esperienze e segreti dei piatti della cucina Mediterranea.
Ed è proprio su quest'ultimo punto che saremo impegnati personalmente con un nostro seminario a bordo. Quindi, cosa state aspettando? Noi ci saremo, e voi?

Fabio e Anna Luisa

giovedì 27 marzo 2014

Finalmente i lamponi freschi! Fette al cocco e lamponi


Vi ricordate Unlanponelcuore, l'iniziativa di qualche settimana fa, organizzata dai foodbloggers per le donne di Bratunac? (Se ve lo siete perso vi consiglo di darci un'occhiata, è stata una bellissima iniziativa e sono state preparate delle ricette sensazionali!). Ogni blogger doveva preparare una ricetta con i lamponi, in qualunque forma essi fossero, congelati, freschi, sotto forma di confettura, insomma, bastava che ci fossero i lamponi.
In quei giorni sia io che Fabio abbiamo girato tutta la nostra città per trovare dei lampon freschi, ma ahimé, nulla, alla fine abbiamo deciso di preparare una torta con la confettura di lamponi e sfruttare qualche lampone congelato. La ricetta è venuta bene e, seppur senza lamponi freschi, ci siamo leccati anche i baffi.
Nella migliore tradizione di quando cerchi una cosa e non la riesci a trovare, se dopo un po' di tempo abbandoni le ricerche, eccoti spuntare l'oggetto in questione proprio sotto al naso. Così è successo anche per i lamponi e, mentre Fabio era andato in missione speciale al supermercato per comprarmi tutti gli ingredienti per preparare una bella torta (quella ai lamponi era bella e finita, ma noi siamo due golosoni e senza un dolce per casa proprio non riusciamo a stare!), ecco trovarsi dal fruttivendolo per strada, in bella vista, quasi mischiati alle fragole, due vaschette di lamponi freschi (del Marocco). Non so se li ha subito comprati per una questione di principio, del genere "non vi ho trovati una volta, ora vi faccio vedre io cosa ci preparo con voi!", oppure per la semplice voglia di provare un dolce con i lamponi freschi. In ogni caso, li ha acquistati, facendomi una gradita sorpresa.
Avrei potuto surgerarli per utilizzarli in un secondo momento, ma chissà come avevamo trovato questi graziosi frutti rossi freschi, mi dispiaceva ridurli a frutti congelati. Così ho dirottato le mie intenzioni di preparare una torta, verso dei pasticcini che vedo benissimo accompagnati da una tazza di té.
Ho trovato la ricetta su uno dei miei libri di cucina anglosassone preferiti, "The Primerose bakery book" et voilà...i nostri desideri di qualcosa di dolce sono stati appagati.


Fetta al cocco e lamponi

Ingredienti:
125 g di burro, più  quello per ungere la teglia
60 g di zucchero di canna golden caster
1 uovo grande biologico
1 cucchiaino di estratto di vaniglia di buona qualità
185 g di farina 00 setacciata
1 cucchiaio di lievito in polvere
60 ml di latte
200 g di confettura di lamponi
300 g di lamponi freschi

per la copertura:
100 g di burro a temperatura ambiente
5 cucchiaio di zucchero di canna golden caster
2 uova grandi
225 g di farina di cocco
60 g di farina 00


Preriscaldare il forno a 180°C.
Imburrare una teglia da forno rettangolare e rivestire il fondo ed i lati con la carta da forno, facendola trasbordare dai lati della teglia.
In una ciotola, con la frusta ellettrica, montare il burro e lo zucchero fino a renderlo spumoso. Aggiungere l'uovo e l'estratto di vaniglia e mescolare bene. Aggiungere lentamente gli ingredienti secchi mescolando bene ed alla fine versarvi il latte. Mettere questo composto nella teglia, livellando la superficie con l'aiuto di una spatola. Ricoprire di confettura di lamponi e distribuire i lamponi freschi in modo disordinato.
Preparare la copertura: montare il burro con lo zucchero con l'aiuto di una frusta ellettrica, fino a renderlo spumoso. Aggiungere gli altri ingredienti e mescolare fino ad avere un composto abbastanza consistente.
Versare il composto nella teglia sopra la confettura di lamponi, accertandosi che sia distribuito uniformemente.
Cuocere in forno per 30 minuti, finchè, la torta sia dorata in superficie ed inserendo uno stuzzicadenti nel centro, ne uscirà pulito.
Fare raffreddare la torta nella teglia. Quando sarà fredda, sarà possibile toglierla dalla teglia sollevando l'intera torta utilizzando i bordi della carta da forno. Porla su un tagliere e tagliarla a fette
A temperatura ambiente dura circa 3 giorni.

Note mie: la copertura mi era venuta troppo densa, ho quindi aggiunto circa 60 ml di latte.
La torta avrebbe dovuto cuocere 40 minuti, ma a causa di una telefonata a Fabio che doveva seguire la cottura, non ha sentito il driiiiin del timer e ha cotto per "un po'" in più. Per fortuna però stavolta è andata bene! Ma si sa che il pc o il telefono per chi cucina sono delle potenziali armi di distruzione di pranzi e cene.
Infine ho aggiunto dell'altra farina di cocco sopra le fette per decorarle.


Adesso sono soddisfatta perché ho potuto preparare anche io un dolce con i lamponi freschi...peccato che sia già finito...ora dovrò pensare alla prossima torta...

Anna Luisa




martedì 25 marzo 2014

Una puntatina in Oriente: noodles ai gamberi e latte di cocco


Si sa, sono affezionatissima alle ricette di cucina italiane ed ancora di più a quelle napoletane e bolognesi a casua delle mie origini, ma, come ho dimostrato spesso, ogni tanto mi piace fare una puntatina all'estero, in particolare nei Paesi anglosassoni, ma a volte, il cuore mi porta ad est e così, come ci piace preparare il sushi, qualche volta cerco qualche ricetta diversa, ma pur sempre orientale.
La nostra passione per la cucina orientale è nata non in uno dei ristoranti che purtroppo troppo spesso servono una cucina psedo-orientale, ma bensì a casa di un'amica di Taiwan, ora trasferitasi in Italia.
La prima volta che ci invitò a casa sua, non ricordo bene per quanto tempo ci disse di aver cucinato, ma sicuramente per preparare tutte le portate aveva impiegato più di una giornata intera. Preparò tanti, tantissmi piatti, piccole porzioni, ma riuscì durante la cena a farci fare un giro gastronomico del suo Paese.


La parte bella venne quando, terminata la cena, ci propose di visitare Taiwan con lei. Va senza dire che accettammo senza alcuna riserva e l'estate dopo avemmo l'occasione di vistare con lei un Paese meraviglioso ed a volte un po' sottovalutato.
Tornando alla cucina, durante quel viaggio provammo tanti, tantissimi piatti e, nonostante il caldo, anche tante zuppe, ma quelli che ci fecero innamorare furono i noodles che ogni tanto (sempre troppo raramente a sentire Fabio), preparo in vari modi.
Oggi ad esempio li ho preparati con una ricetta che forse ricorda più la cucina thailandese, per la quale io in particolare ho un debole, unendo così le richieste sia mie che di Fabio. Il risultato? Lascio a voi la valutazione.


Zuppa di noodles con gamberi e cocco

Ingredienti:
600 g di gamberi sgusciati 
200 g di noodles
125 ml di latte di cocco
20 g di amido di mais
4 carote medie
1/2 peperoncino tritato o una punta di cucchiaino di peperoncino in polvere
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva      
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
1 spicchio d'aglio tritato             
1 cucchiaio di succo di limone
1 ciuffo di prezzemolo
Sale e pepe

     
 Scaldate l'olio a fuoco basso in una casseruola grande, aggiungere lo zenzero, l'aglio e il peperoncino, cuocere, mescolando per circa 1 minuto. Tagliare le carote a  julienne ed aggiungerle nella casserola insieme al latte di cocco e 3 tazze d'acqua. In una piccola ciotola, mescolare l'amido di mais e 2 cucchiai di acqua fino ad ottenere una pastella liscia e aggiungere anch'essa nella casseruola. Portate ad ebollizione.
Aggiungere la pasta e portare nuovamente ad ebollizione alzando il fuoco. Ridurre il calore e lasciate cuocere finché la pasta sarà cotta al dente (occorreranno 3-4 minuti).
Aggiungere i gamberi e mescolare per circa 1 minuto. Togliere pentola dal fuoco e mantecare con il succo di limone. Salare, pepare e guarnire con il prezzemolo tritato.
Servire caldo.


Sono riuscita a portarvi in un viaggio virtuale in Oriente con questo piatto? Spero proprio di si.

Anna Luisa

giovedì 20 marzo 2014

Firenze: Taste e visita della città


Erano oramai molti, troppi anni che non si tornava a Firenze, città che amiamo e a cui siamo legati da tanti ricordi e affetti. E così, approfittando dell'edizione di Taste che si è tenuta dall'8 al 10 Marzo scorsi, abbiamo deciso che il momento per tornarci fosse quello giusto. Con i treni veloci che collegano Napoli a Firenze, ormai è diventata una piacevole passeggiata, addirittura sarebbe possibile andare e venire anche in giornata. Le due ore e mezzo circa di viaggio si ammortizzano molto facilmente guardando un film, leggendo un libro o semplicemente lasciando scorrere il paesaggio all'esterno. Per sfruttare il fine settimana al meglio, partiamo piuttosto presto, in maniera da essere a Firenze quanto prima possibile. Arrivati in città, ci sistemiamo presso l'hotel che abbiamo scelto per l'occasione. Si trova a circa 5 minuti a piedi dalla stazione, ad altrettanta distanza dal Duomo e a circa 15 minuti da ponte vecchio, insomma, la posizione è perfetta. La camera è comoda e spaziosa, come il bagno. Un po' vetusta la parte elettrica di illuminazione e prese, per il resto c'è veramente tutto. Anche l'insonorizzazione è perfetta. Tutto sommato davvero un ottimo rapporto qualità/prezzo, per una città turistica come Firenze. Prima di recarci al Taste, decidiamo di fare un breve giro per riassaporare un po' la città.
Si passa per il Duomo, dove c'è l'immancabile fila di turisti che vogliono visitarlo assieme al campanile (purtroppo il Battistero è circondato dalla impalcature per i lavori di restauro), proseguiamo verso la loggia del mercato nuovo con la fontana del porcellino, che in realtà raffigura un cinghiale (immancabile la carezza sul muso seguita dal far scivolare una moneta dalla bocca dentro la griglia sottostante, perché sia di buon auspicio, secondo tradizione), quindi arriviamo a ponte vecchio, sempre frequentatissimo dai turisti. Da qui proseguiamo sul lungarno per giungere di nuovo alla stazione. Quindi prendiamo il tram che parte (guardando la stazione) sulla sinistra della stessa. Una sola fermata e si raggiunge la stazione Leopolda, sede del Taste. In realtà ci rendiamo conto che la distanza non è tantissima ed in circa 15-20 minuti, ci si arriva tranquillamente anche a piedi. Siamo molto curiosi, perché siamo stati al Taste di Milano che è strutturato in maniera diversa, ma anche a quello a Copenhagen e sappiamo che a Firenze anche è organizzato in un altro modo ancora.














 Nella cornice della bella stazione, infatti, ci sono tantissimi espositori e produttori un po' da tutta Italia, ma anche dall'estero. E' un piacere avvicinarsi ai vari stand, parlare e confrontarsi con loro, che sono sempre molto disponibili e genitili e spesso fanno anche degustare i loro prodotti, siano formaggi, piuttosto che salumi o vini, liquori e birre, ma non mancano le eccellenze delle paste, degli olii o dei dolciumi. Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti. Inoltre, nel corso della manifestazione si tengono anche delle conferenze. Infine, per chi volesse acquistare i prodotti, alla fine c'è lo shop dove è possibile comprarne diversi di quelli presenti in fiera e anche all'interno della manifestazione non mancano venditori di libri e altri oggetti sempre legati al mondo dell'enogastronomia.





























Nel frattempo ci hanno raggiunti anche i nostri amici, Giusy e Flavio e quindi, una volta lasciati i nostri acquisti in hotel, siamo pronti per un giro in città. Tutti per fortuna abbiamo già visitato per bene la città e le sue innumerevoli bellezze, quindi ce la godiamo un po' in libertà, senza una meta precisa. Ovviamente non ci facciamo mancare il fuori di Taste, il fuori salone organizzato in centro che dà la possibilità presso i punti vendita che hanno aderito all'iniziativa di assaggiare e conoscere altri prodotti e produttori in un'atmosfera molto piacevole.
Mi dedico a qualche foto al tramonto su ponte vecchio, prima di recarci a cena presso un ristorante conosciuto in una precedente visita e ci concediamo una buona fiorentina, accompagnata da un bel vino rosso, come è giusto che sia a Firenze.








L'indomani mattina, dopo la ricca colazione in hotel, consumata nell'ampia sala dello stesso, siamo pronti a rimetterci in marcia. Abbiamo voglia di recarci al piazzale Michelangelo, per una bella vista dall'alto della città. Prendiamo l'autobus (mi sembra che arrivino il 12 ed il 13) davanti alla stazione ed in meno di mezz'ora siamo lì. Qui è inevitabile fare visita anche alla splendida chiesa di San Miniato.
Tornati a piedi in centro (a tornare si può fare, ad andare è comunque una bella salita), passiamo per palazzo Strozzi, per piazza della Signoria e ci fermiamo a mangiare in un ristorante che mi era stato suggerito dalla nostra amica Patty, proprio alle spalle della piazza, ma niente affatto turistico e ovviamente mangiamo molto bene.
Dopo pranzo, decidiamo di arrivare alla Basilica di Santa Croce, che è un vero spettacolo, all'interno e all'esterno. Dopo una pausa in un bar, si torna in centro per un ultimo giretto, prima di tornare in hotel a recuperare i bagagli e dirigerci tutti assieme in stazione per prendere il treno di ritorno.












Fabio